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Carbonio....made in italy |
L’impiego
della fibra di carbonio in ambito motociclistico, ha origine intorno
agli inizi degli anni 80, in seguito all’utilizzo nel mondiale F1,
qualche anno prima. Tale materiale presenta una resistenza e una
leggerezza molto superiore alla fibra di vetro, utilizzata in
precedenza. Unico neo era il prezzo elevato. Difatti il costo di questo
materiale era elevatissimo per via del lento e impegnativo processo
produttivo, ma in ambito agonistico, dove l’esasperazione della
tecnologia in funzione della massima resa è alla base della disciplina
stessa, il prodotto finito valeva il prezzo pagato. Le prime carene in
carbonio videro la luce nel mondiale 500GP, seguite dai silenziatori,
dai parafanghi e dai dischi dei fre ni.
Il regolamento non aveva imposto, per la classe regina, un limite di
peso minimo (venne di fatto regolamentato a 135 kg dal 1992) di
conseguenza ci fu un vero e proprio exploit sull’utilizzo di questo
materiale. La tecnologia italiana di quegli anni mostrò i muscoli. La
Cagiva fu la prima ha realizzare la moto “full carbon” nel lontano 1989.
Presentava un telaio, forcellone, carenatura, dischi e cerchi realizzati
con questo pregiatissimo materiale, riuscendo così a diventare la 500GP
4 cilindri 2 tempi più leggera di sempre, 105 KG. Peccato che il
progetto fu corretto e rivisto, perchè la motocicletta risultava essere
troppo rigida e di conseguenza “inguidabile”. Sempre la casa di Varese,
presentò sulla bellissima C594 un telaio
misto alluminio carbonio, figlio di numerosissimi test, oltre a cerchi,
dischi freno, silenziatori e carenatura realizzati nello stesso
materiale. Al debutto a Eastern Creek fu scalpore, gli ingegneri
giapponesi osservarono con interesse questo connubio di materiali e il
risultato fu inaspettato. Vittoria della “rossa”. Anche l’Aprilia, dal
canto suo, sviluppò gia a fine 1994 sulle moto test, un forcellone
completamente in fibra di carbonio per aumentare la rigidità e una
migliore distribuzione dei pesi. I risultati furono notevoli e
successivamente, tutte le 250GP ufficiali della casa di Noale,
adottarono questa soluzione, fino ai giorni nostri (La Gilera campione
del mondo 250GP 2008, presenta ancora questa soluzione). Per quanto
riguarda invece il mondiale delle derivate di serie, la
Ducati fu la prima a realizzare i vari telai, telaietti, copricarter,
airbox, carenature, e dischi freno in carbonio (Il regolamento prevedeva
l’uso di tali dischi fino al 1993, sostituiti poi con quelli in acciaio)
presentantoli sulla 888 ufficiale e poi su tutti i modelli successivi.
Ormai i produttori di questo materiale erano aumentati, la concorrenza
fece abbassare i costi di produzione, e iniziarono così ad uscire i
primi modelli in vendita al pubblico (modelli “speciali” o “replica”)
con parti realizzate in carbonio. La Bimota fu una delle prime ad
utilizzarlo nella sua produzione. Parafanghi, carene e anche (udite
udite) il portatarga realizzato in fibra, segno inconfondibile di
artigianalità, che da sempre caratterizza questa casa. Poi Ducati, con i
vari modelli speciali della
sua linea di produzione, Mondial (la Piega usciva con il forcellone in
fibra di carbonio), Aprilia (nelle varie versioni Factory) ed MV Agusta.
Questo aiuta a far capire, se ce ne fosse ancora il bisogno, di quanto
la produzione stradale sia vicina alle moto da gran premio o di quanto
la tecnologia utilizzata su quest’ultime, ben si sposi su quanto viene
venduto dalle varie case costruttrici italiane. Il progresso tecnico e
l’evoluzione di nuove concezioni in campo motociclistico è tale da
non poter nemmeno immaginare quello che ci riserverà il futuro di questo
materiale, il suo impiego e tantomeno il costo. Intanto, la Ducati ha
creato e testato (in questi giorni in Quatar 1-3 marzo) la prima MOTOGP
“full carbon”, con telaio, dischi, cerchi, forcellone e carenatura
realizzati con l’utilizzo di questo materiale. Ben 20 anni dopo l’altra
“rossa” che rappresentava il massimo della tecnologia “made in italy”
nella classe regina…
Michele Prontelli “Il Ceppa"
Foto in ordine sparso:
Ducati gp9 full carbon
Cagiva c589 full carbon
Cagiva c594 telaio misto alluminio carbonio
Mondial Piega con forcellone in carbonio
Bimota oronero db7
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