www.vivianienrico.it

motoCIM.it  Campionato Italiano

www.vivianienrico.it della Montagna 2009 FMI

 

Home   Calendario Risultati Classifiche Staff Video Contatti

Sostieni anche tu l'attività di motocim.it. Elenco dei Spstenitori  Clicca quì per vedere

Le gare del 2009

info e classifiche

Radicondoli

Carpasio - Prati Piani

Poggio - Vallefredda

Vellano - Macchino

Levico - Vetriolo

Sillano - Ospedaletto

Castione Bazzano

Modulo iscrizione gare

Ricerca

Trofeo 2008

Trofeo 2007

Trofeo 2006

Trofeo 2005

IOM TT 2009

Enrico scrive.........

 

Carbonio....made in italy

L’impiego della fibra di carbonio in ambito motociclistico, ha origine intorno agli inizi degli anni 80, in seguito all’utilizzo nel mondiale F1, qualche anno prima. Tale materiale presenta una resistenza e una leggerezza molto superiore alla fibra di vetro, utilizzata in precedenza. Unico neo era il prezzo elevato. Difatti il costo di questo materiale era elevatissimo per via del lento e impegnativo processo produttivo, ma in ambito agonistico, dove l’esasperazione della tecnologia in funzione della massima resa è alla base della disciplina stessa,  il prodotto finito valeva il prezzo pagato. Le prime carene in carbonio videro la luce nel mondiale 500GP, seguite dai silenziatori, dai parafanghi e dai dischi dei freni. Il regolamento non aveva imposto, per la classe regina, un limite di peso minimo (venne di fatto regolamentato a 135 kg dal 1992) di conseguenza ci fu un vero e proprio exploit sull’utilizzo di questo materiale. La tecnologia italiana di quegli anni mostrò i muscoli. La Cagiva fu la prima ha realizzare la moto “full carbon” nel lontano 1989. Presentava un telaio, forcellone, carenatura, dischi e cerchi realizzati con questo pregiatissimo materiale, riuscendo così a diventare la 500GP 4 cilindri 2 tempi più leggera di sempre, 105 KG. Peccato che il progetto fu corretto e rivisto, perchè la motocicletta risultava essere troppo rigida e di conseguenza “inguidabile”. Sempre la casa di Varese, presentò sulla bellissima C594 un telaio misto alluminio carbonio, figlio di numerosissimi test, oltre a cerchi, dischi freno, silenziatori e carenatura realizzati nello stesso materiale. Al debutto a Eastern Creek fu scalpore, gli ingegneri giapponesi osservarono con interesse questo connubio di materiali e il risultato fu inaspettato. Vittoria della “rossa”. Anche l’Aprilia, dal canto suo, sviluppò gia a fine 1994 sulle moto test, un forcellone completamente in fibra di carbonio per aumentare la rigidità e una migliore distribuzione dei pesi. I risultati furono notevoli e successivamente, tutte le 250GP ufficiali della casa di Noale, adottarono questa soluzione, fino ai giorni nostri (La Gilera campione del mondo 250GP 2008, presenta ancora questa soluzione). Per quanto riguarda invece il mondiale delle derivate di serie, la Ducati fu la prima a realizzare i vari telai, telaietti, copricarter, airbox, carenature, e dischi freno in carbonio (Il regolamento prevedeva l’uso di tali dischi fino al 1993, sostituiti poi con quelli in acciaio) presentantoli sulla 888 ufficiale e poi su tutti i modelli successivi. Ormai i produttori di questo materiale erano aumentati, la concorrenza fece abbassare i costi di produzione, e iniziarono così ad uscire i primi modelli in vendita al pubblico  (modelli “speciali” o “replica”) con parti realizzate in carbonio. La Bimota fu una delle prime ad utilizzarlo nella sua produzione. Parafanghi, carene e anche (udite udite) il portatarga realizzato in fibra, segno inconfondibile di artigianalità, che da sempre caratterizza questa casa. Poi Ducati, con i vari modelli speciali della sua linea di produzione, Mondial (la Piega usciva con il forcellone in fibra di carbonio), Aprilia (nelle varie versioni Factory) ed MV Agusta. Questo aiuta a far capire, se ce ne fosse ancora il bisogno, di quanto la produzione stradale sia vicina alle moto da gran premio o di quanto la tecnologia utilizzata su quest’ultime, ben si sposi su quanto viene venduto dalle varie case costruttrici italiane. Il progresso tecnico e l’evoluzione di nuove concezioni in campo motociclistico è tale da non poter nemmeno immaginare quello che ci riserverà il futuro di questo materiale, il suo impiego e tantomeno il costo. Intanto, la Ducati ha creato e testato (in questi giorni in Quatar 1-3 marzo) la prima MOTOGP “full carbon”, con telaio, dischi, cerchi, forcellone e carenatura realizzati con l’utilizzo di questo materiale. Ben 20 anni dopo l’altra “rossa” che rappresentava il massimo della tecnologia “made in italy” nella classe regina…

 

 

 

Michele Prontelli “Il Ceppa"

Foto in ordine sparso:

Ducati gp9 full carbon

Cagiva c589 full carbon

Cagiva c594 telaio misto alluminio carbonio

Mondial Piega con forcellone in carbonio

Bimota oronero db7

Versione Stampabile

 

 

   

 Copyright ©2009 Viviani Enrico WEB-DESIGN  Tutti i Diritti Riservati www.vivianienrico.it
 
E' vietata la riproduzione anche parziale di immagini e testi contenuti in queste pagine.