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Motociclisticamente
parlando…..
Nel suo studio riusciamo a vedere che inizia l’approccio con il mondo
delle moto nel lontano 1989, infatti nella libreria si nota una bella
collezione di “Motociclismo” e il primo è targato 1989. Appena
tredicenne nell’ 89 pensava già alla moto da scegliere per l’anno dopo,
e così iniziò ad appassionarsi al mondo delle due ruote. Nel ‘90 arrivo
il 17 febbraio ad un mese dal suo compleanno il suo primo cinquantino,
uno spettacolare Cagiva Cocis 50. Erano i tempi di Edi Orioli e questo
piccolo ciclomotore era una fedelissima replica della gloriosa Elefant
900. Il colore però non era quello delle ufficiali Luky Explorer che
partecipavano alle gare del deserto, ma era bensì nera. Così per due
anni scarrozzò per le strade, iniziando ad imparare la dura vita del
motociclista, le prime cadute, i primi incontri con le forze dell’ordine
e tante altre pi ccole
imprevisti. Poi a 16 anni nel 1992 prese la patente e dal cinquantino
passò alla 125, la scelta fu sull’allora moto del momento la Cagiva Mito
nella colorazione Luky Explorer. Dopo una caduta e vari problemi al
propulsore della sua Cagiva decise di passare ad un’ altra moto, si
stufò dei vuoti di potenza che aveva attorno ai 9000 giri, sicchè nel
luglio del ’92 arrivo un’ aprilia RS 125 appena messa in produzione
dalla casa di Noale, una moto poi risultata fantastica da una potenza
infinita. Nel ‘92 poi iniziò anche a seguire il motomondiale grazie
all’installazione di una parabola per vedere Eurosport, e perciò la sua
aprilia venne subito marchiata con il numero 7 di PierFrancesco Chili.
Nel 1993 và per la prima volta sul percorso della Sillano Ospedaletto
assieme ad un suo amico e se ne innamora, e decide di andare a vedere la
corsa durante le ferie estive. Soltanto quell’anno non riuscì a vederla
la corsa, infatti il 30 luglio fu vittima di un bruttissimo
incidente
sulla strada lo portava al suo paese. Le condizioni apparvero subito
serie, frattura multipla del femore e una bruttissima lesione del plesso
brachiale che paralizzò subito il suo braccio sinistro. Due anni di
riabilitazione, per riprendere a muovere il braccio accompagnarono la
sua adolescenza, ma con grande forza di volontà riuscì a prendere la
patente e riniziare ad andare con le due ruote. Infatti risalì in su due
ruote quasi subito, ancora convalescente e con stampelle, modificò un
Piaggio Ciao mettendo tutti i comandi a destra e costruendoci un
supporto per le grucce. Dopo il Ciao si passò ad altri ciclomotori, ma
per vedere di che pasta era fatto bastava vederlo partire con il Suo
scooter aprilia 50 e percorrere il Passo dell’ Oppio o del Vestito. La
suo voglia di ritornare su una moto vera era tanta, ma nel suo passato
c’era quella caduta che lo aveva sbriciolato tutto. Poi un giorno
d’agosto nel 1997 il suo amico Luigi Giovacchini gli fa una domanda: Che
fai questo fine settimana? Vai a casa e prendi una coperta e un
guanciale. Così partì per vedere la sua prima corsa in salita con
destinazione Isola dell’ Iri in provincia di Frosinone, Incoronata
Portella. Non appena rientrato, andò a ritirare in un paesino vicino al
suo una vecchia moto, una Agusta MV 175 versione turismo tutta
arrugginita. Con questa moto dopo un inverno passato a trasformarla con
il grande aiuto logistico di Tredici Mauro partecipò per il primo anno
al Trofeo della Montagna nella categoria Epo ca.
A quel tempo lavorava in fabbrica e nelle ore di lavoro non faceva altro
che a pensare di prendere una moto vera e dopo qualche anno, nel 2001
acquistò la sua prima Maxi Moto, una Suzuki GSX R 600, e in più conobbe
così per caso un gruppo di motociclisti che da lì a poco si rivelarono
inseparabili, (Riccardo, Luca, Stefano, Giancarlo, Alessandro, Bruno).
Iniziarono una moltitudine di girate in moto assieme ai suoi nuovi amici
e piano piano s’innamorò dell’Appennino Tosco Emiliano Romagnolo,
riuscendo a condividere sia l’esperienze delle gare sia l’esperienze
delle girate. Poi nel 2002 si prese un anno di riposo con le corse, ma
ad agosto quando andò a vedere la Sillano Ospedaletto e vide ad Adria la
bellissima aprilia di Sassetti preparata dal mitico Arrighi sentì che
gli mancava qualcosa.
Detto fatto nel 2003 aveva subito pronta anche lui una RS in versione
SP, con cui corse alcune gare vicine. Nel 2004 le prime gare gli
andarono abbastanza bene, così decise di partecipare a tutte riuscendo a
classificarsi quarto
nel
Trofeo. Poi nel 2005 assieme ad Alessandro Zecchini fondarono ZA.VE il
reparto motoristico sviluppato maggiormente dallo “Zecca” e Factory Bike
che si occupava delle moto e logistica di tutta la struttura. Il 2005
poi fu anche il primo anno dell’avventura del sito internet, con le
prime classifiche e informazioni sulle gare. Fin dall’inizio il
piccolissimo portale sulla salita ebbe un buon impatto con i piloti, non
era conosciuto da tutti, ma diversi si accorsero che qualcosa stava
cambiando. Uno di questi era il comandante Maurizio Longaretti “IL Longa”
che nel 2006 cominciò a scrivere i pezzi da poi pubblicare sul sito
internet. Purtroppo alcune dichiarazioni del Longa durante quella
stagione, vennero seriamente riprese e addirittura chiamate in giudizio
da parte degli organi federali, in una riunione della FMI dove si
organizzava la stagione 2007. A quel punto Viviani uscì da quel convegno
“abbacchiato” come non mai, con una ripassata di quelle che non si
scorderanno mai, un sacco di insulti da parte del sig. Agostino
Marchetti e un Longaretti dimissionario dal suo incarico di “Biro” della
Salita. Beh da quella riunione fu capace a capire la nuova strada da
intraprendere, così si rimbocco le mani e iniziò a curare tutto da solo
con l’aiuto dello Zecchini e della segretaria Barbara fidanzata di
quest’ultimo. Poi nel 2008 casualmente durante un test assieme al Ceppa
saltò fuori un’intervista improvvisata, spettacolare, due giorni a
vederla e rivederla e dopo la proposta all’intervistatore: Vieni a fare
l’interviste ai vincitori della Salità? “Dai curiamo assieme la
comunicazione delle notizie sul Trofeo della Montagna con u n
po’ di immagini e video”. Al ceppa non parve vero accettare e così
cominciò la loro escalescion in pochissimo tempo Viviani creò un
personaggio “Il Ceppa” e dopo pochissime gare arrivò la prima web tv
sulle corse in salita, dai primi video arrangiati per poi arrivare ai
servizi completi di interviste e passaggi il tutto commentati dal Ceppa.
Purtroppo questo incredibile lavoro che stava crescendo portarono alla
decisione di abbandonare le corse, così alla sua decima edizione della
Sillano Ospedaletto ufficializzò il ritiro. Un bel servizio con le prime
on board a Sillano, uno spettacolare video a Bazzano diedero a Viviani
un input ad organizzare sempre più novità arrivando addirittura a
realizzare il primo speciale sulla salita facendo il conduttore assieme
al Ceppa.
Questa la sua storia fino ad oggi, chissà quali altre novità riuscirà ad
inventarsi per i prossimi anni……
e-mail:
info@vivianienrico.it
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CRONOSTORIA SETTORE MOTOCICLISMO
1990:
Arriva il primo mezzo a due ruote Cagiva 50 Cocis con cui inizia
ad imparare come si guida una moto con le marce.
1991: La
passione per le due ruote va maturando e così arrivano le prime
elaborazioni, da sempre lui considerate le lezioni sulla
meccanica applicata
1992:
Arriva la 125, ma questa volta decide di comprarla stradale.
Dopo sei mesi in Mito passa ad Aprilia, la prima RS con cui
trova un maggiore feeling e una potenza di un Rotax infinita,
Figaroli rapporti corti e via con l’accellerasioni.
1993:
Scampagnate in moto per tutta la Toscana, poi il 30 luglio il
fattaccio, a tre giorni dall’andare a vedere la sua prima
Sillano Ospedaletto si schianta contro un furgone MB 208. Di li
comincia il calvario, un lungo tempo di convalescenza, diverse
settimane d’ospedale e la perdita del completo utilizzo del
braccio sinistro (paralesi plesso brachiale).
1994:
Continua la convalescenza e dopo cinque mesi dall’incidente
allestisce un Ciao con comandi modificati e supporto per
stampelle. La passione per le moto si comincia a moltiplicare e
così decide di ripartire da zero dal Ciaetto in su.
1995:
Continua con la sua riabilitazione per recuperare l’utilizzo del
braccio sinistro, e grazie ad una fisioterapista incredibile le
sue condizioni migliorano nettamente. Dal Ciao passa ad un Si
che elabora a dismisura, non percorre moltissimi km ma in
compenso smonta dieci volte al giorno il variatore e
carburatore. Va a vedere la sua prima Sillano Ospedaletto.
1996:
Stufatosi di un Si troppo compresso, non riusciva mai a metterlo
in moto decide di acquistare uno scooter più tranquillo e
affidabile. Risultato 2200 km in un mese, e con questo mezzo
ritrova una libertà nel girare che gli era stata negata dalla
sfortuna dopo l’incidente con la 125.
1997: Luigi
Giovacchini nel periodo delle ferie d’agosto lo porta con sé a
farli assistenza ad una corsa in Salita, Incoronata Portella FR.
Appena rientrato và in una capanna di un paese vicino e porta a
casa una MV Agusta 175 turismo. Giovacchini lo indirizza da
Tredici Mauro per prendere qualche pezzo e iniziare a
trasformare la moto in una derivata di serie per poter correre
l’anno successivo nel Trofeo della Montagna riservato alle Epoca
Gruppo 5.
1998:
L’anno inizia con la più bella esperienza di meccanica fin a
quel momento da lui realizzata. L’ MV prende forma, si colora e
il 18 aprile riesce a correre la sua prima gara in salita a
Montepulciano. Risultato ultimo posto causato da un carburatore
errato per quel tipo di motore. Sei gare disputate tra Toscana,
una in Liguria e una in Emilia.
1999:
Secondo anno di salite nella categoria Epoca, sempre su MV
Agusta 175 da lui aggiornata di motore con una preparazione
eseguita assieme a Muzio Da Prato.
2000: Terzo
anno di salita, questo però con un’ aprilia Rs 125 corre nelle
gare Toscane.
2001:
L’anno dell’ arrivo della Maxi Moto, arriva a casa una Suzuki
GSX R 600, conosce un gruppo che poi si rivelerà magnifico,
macina km sull’Appennino Tosco Emiliano Romagnolo e ritrova una
seconda dimensione di andare in moto, praticamente una doppia
personalità , corsaiola nelle gare in salita e turistica.
2002:Un’anno
di stop dalle gare però a settembre vede un’aprilia di Sassetti,
ce se ne innamora e nell’ inverno ne acquista una.
2003:
Partecipa alle tappe più vicine del Trofeo della Montagna.
2004:
Partecipa a tutto il Trofeo della Montagna con un’aprilia 125 e
miracolosamente finisce 4° nella classifica finale.
2005: Fonda
Factory Bike e assieme al suo scudiero Zecchini ZA.VE
partecipano a tutto il trofeo della Montagna. Inizia anche
l’avventura del sito internet con le prime classifiche
pubblicate con l’aiuto della segretaria Barbara.
2006:
Sempre con il suo scudiero Zecchini partecipa al trofeo della
Montagna, mentre il sito internet si ingrandisce con i resoconti
scritti dal Longa.
2007:
Inizia nei peggiori dei modi, ad una riunione FMI esce distrutto
e Longaretti decide di non scrivere più. Partecipa a tutto il
Trofeo con il suo scudiero e cura tutto il sito con l’aiuto
della segretaria Barbara che gli corregge i pezzi. Va a vedere
il suo primo TT.
2008:
Trofeo della Montagna classe 250, sviluppo del sito in maniera
esponenziale grazie al suo nuovo collaboratore Ceppa. Primi
video nelle corse in salita, a Sillano l’addio alle corse. Va a
vedere il suo secondo TT.
2009….. |
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Non
solo gare in Salita il motociclismo di Viviani.
La vita
motociclistica di Viviani non è fatta solamente da gare in
salita, nel 2001 grazie a Riccardo conosce un gruppo di
motociclisti e iniziano a girare tutto l’Appennino Tosco
Emiliano Romagnolo, divenendo un fedelissimo del gruppo. Dice di
essere allievo di Luca e come “tutti gli allievi superano il
Maestro”, lo dice ma sa che non è vero, diviene un super
conoscitore dei passi Appeninici. Sulle strade Toscane assieme
alla sua Suzuki formano un’accoppiata perfetta, i suoi passi
preferiti sono Futa, Raticosa e Giogo di Scarperia. Su queste
strade lui si trasforma, un personaggio con una tranquillità
impressionante e racconta che in quei frangenti lì è in un suo
habitat naturale. “Troppo bello camminare su queste adorabili
strade, e con a fianco la mia Suzuki, mi trasformo, per dire,
riesco addirittura ad uscire con una ragazza che non conosco
invece di invitarla ad un normalissimo sabato sera in discoteca.
Non è normale? Lo sò ma a me piace così.” Perfetto
conoscitore della Garfagnana, splendida valle in provincia di
Lucca, e delle sue strade di montagna, Pradarena, Carpinelli,
Radici, riesce a sperdere tutti, non per la velocità ma per la
conoscenza delle strade. Leggenda narra che per andare a Piazza
al Serchio le sue ruote non passano su nessuna buca….
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