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Le gare del 2009

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IOM TT 2009

Enrico scrive.........

 

Staff Viviani Enrico

Motociclisticamente parlando…..
Nel suo studio riusciamo a vedere che inizia l’approccio con il mondo delle moto nel lontano 1989, infatti nella libreria si nota una bella collezione di “Motociclismo” e il primo è targato 1989. Appena tredicenne nell’ 89 pensava già alla moto da scegliere per l’anno dopo, e così iniziò ad appassionarsi al mondo delle due ruote. Nel ‘90 arrivo il 17 febbraio ad un mese dal suo compleanno il suo primo cinquantino, uno spettacolare Cagiva Cocis 50. Erano i tempi di Edi Orioli e questo piccolo ciclomotore era una fedelissima replica della gloriosa Elefant 900. Il colore però non era quello delle ufficiali Luky Explorer che partecipavano alle gare del deserto, ma era bensì nera. Così per due anni scarrozzò per le strade, iniziando ad imparare la dura vita del motociclista, le prime cadute, i primi incontri con le forze dell’ordine e tante altre piccole imprevisti. Poi a 16 anni nel 1992 prese la patente e dal cinquantino passò alla 125, la scelta fu sull’allora moto del momento la Cagiva Mito nella colorazione Luky Explorer. Dopo una caduta e vari problemi al propulsore della sua Cagiva decise di passare ad un’ altra moto, si stufò dei vuoti di potenza che aveva attorno ai 9000 giri, sicchè nel luglio del ’92 arrivo un’ aprilia RS 125 appena messa in produzione dalla casa di Noale, una moto poi risultata fantastica da una potenza infinita. Nel ‘92 poi iniziò anche a seguire il motomondiale grazie all’installazione di una parabola per vedere Eurosport, e perciò la sua aprilia venne subito marchiata con il numero 7 di PierFrancesco Chili. Nel 1993 và per la prima volta sul percorso della Sillano Ospedaletto assieme ad un suo amico e se ne innamora, e decide di andare a vedere la corsa durante le ferie estive. Soltanto quell’anno non riuscì a vederla la corsa, infatti il 30 luglio fu vittima di un bruttissimo incidente sulla strada lo portava al suo paese. Le condizioni apparvero subito serie, frattura multipla del femore e una bruttissima lesione del plesso brachiale che paralizzò subito il suo braccio sinistro. Due anni di riabilitazione, per riprendere a muovere il braccio accompagnarono la sua adolescenza, ma con grande forza di volontà riuscì a prendere la patente e riniziare ad andare con le due ruote. Infatti risalì in su due ruote quasi subito, ancora convalescente e con stampelle, modificò un Piaggio Ciao mettendo tutti i comandi a destra e costruendoci un supporto per le grucce. Dopo il Ciao si passò ad altri ciclomotori, ma per vedere di che pasta era fatto bastava vederlo partire con il Suo scooter aprilia 50 e percorrere il Passo dell’ Oppio o del Vestito. La suo voglia di ritornare su una moto vera era tanta, ma nel suo passato c’era quella caduta che lo aveva sbriciolato tutto. Poi un giorno d’agosto nel 1997 il suo amico Luigi Giovacchini gli fa una domanda: Che fai questo fine settimana? Vai a casa e prendi una coperta e un guanciale. Così partì per vedere la sua prima corsa in salita con destinazione Isola dell’ Iri in provincia di Frosinone, Incoronata Portella. Non appena rientrato, andò a ritirare in un paesino vicino al suo una vecchia moto, una Agusta MV 175 versione turismo tutta arrugginita. Con questa moto dopo un inverno passato a trasformarla con il grande aiuto logistico di Tredici Mauro partecipò per il primo anno al Trofeo della Montagna nella categoria Epoca. A quel tempo lavorava in fabbrica e nelle ore di lavoro non faceva altro che a pensare di prendere una moto vera e dopo qualche anno, nel 2001 acquistò la sua prima Maxi Moto, una Suzuki GSX R 600, e in più conobbe così per caso un gruppo di motociclisti che da lì a poco si rivelarono inseparabili, (Riccardo, Luca, Stefano, Giancarlo, Alessandro, Bruno). Iniziarono una moltitudine di girate in moto assieme ai suoi nuovi amici e piano piano s’innamorò dell’Appennino Tosco Emiliano Romagnolo, riuscendo a condividere sia l’esperienze delle gare sia l’esperienze delle girate. Poi nel 2002 si prese un anno di riposo con le corse, ma ad agosto quando andò a vedere la Sillano Ospedaletto e vide ad Adria la bellissima aprilia di Sassetti preparata dal mitico Arrighi sentì che gli mancava qualcosa.
Detto fatto nel 2003 aveva subito pronta anche lui una RS in versione SP, con cui corse alcune gare vicine. Nel 2004 le prime gare gli andarono abbastanza bene, così decise di partecipare a tutte riuscendo a classificarsi quarto nel Trofeo. Poi nel 2005 assieme ad Alessandro Zecchini fondarono ZA.VE il reparto motoristico sviluppato maggiormente dallo “Zecca” e Factory Bike che si occupava delle moto e logistica di tutta la struttura. Il 2005 poi fu anche il primo anno dell’avventura del sito internet, con le prime classifiche e informazioni sulle gare. Fin dall’inizio il piccolissimo portale sulla salita ebbe un buon impatto con i piloti, non era conosciuto da tutti, ma diversi si accorsero che qualcosa stava cambiando. Uno di questi era il comandante Maurizio Longaretti “IL Longa” che nel 2006 cominciò a scrivere i pezzi da poi pubblicare sul sito internet. Purtroppo alcune dichiarazioni del Longa durante quella stagione, vennero seriamente riprese e addirittura chiamate in giudizio da parte degli organi federali, in una riunione della FMI dove si organizzava la stagione 2007. A quel punto Viviani uscì da quel convegno “abbacchiato” come non mai, con una ripassata di quelle che non si scorderanno mai, un sacco di insulti da parte del sig. Agostino Marchetti e un Longaretti dimissionario dal suo incarico di “Biro” della Salita. Beh da quella riunione fu capace a capire la nuova strada da intraprendere, così si rimbocco le mani e iniziò a curare tutto da solo con l’aiuto dello Zecchini e della segretaria Barbara fidanzata di quest’ultimo. Poi nel 2008 casualmente durante un test assieme al Ceppa saltò fuori un’intervista improvvisata, spettacolare, due giorni a vederla e rivederla e dopo la proposta all’intervistatore: Vieni a fare l’interviste ai vincitori della Salità? “Dai curiamo assieme la comunicazione delle notizie sul Trofeo della Montagna con un po’ di immagini e video”. Al ceppa non parve vero accettare e così cominciò la loro escalescion in pochissimo tempo Viviani creò un personaggio “Il Ceppa” e dopo pochissime gare arrivò la prima web tv sulle corse in salita, dai primi video arrangiati per poi arrivare ai servizi completi di interviste e passaggi il tutto commentati dal Ceppa. Purtroppo questo incredibile lavoro che stava crescendo portarono alla decisione di abbandonare le corse, così alla sua decima edizione della Sillano Ospedaletto ufficializzò il ritiro. Un bel servizio con le prime on board a Sillano, uno spettacolare video a Bazzano diedero a Viviani un input ad organizzare sempre più novità arrivando addirittura a realizzare il primo speciale sulla salita facendo il conduttore assieme al Ceppa.
Questa la sua storia fino ad oggi, chissà quali altre novità riuscirà ad inventarsi per i prossimi anni……
 

e-mail: info@vivianienrico.it

CRONOSTORIA SETTORE MOTOCICLISMO

1990: Arriva il primo mezzo a due ruote Cagiva 50 Cocis con cui inizia ad imparare come si guida una moto con le marce.

1991: La passione per le due ruote va maturando e così arrivano le prime elaborazioni, da sempre lui considerate le lezioni sulla meccanica applicata

1992: Arriva la 125, ma questa volta decide di comprarla stradale. Dopo sei mesi in Mito passa ad Aprilia, la prima RS con cui trova un maggiore feeling e una potenza di un Rotax infinita, Figaroli rapporti corti e via con l’accellerasioni.

1993: Scampagnate in moto per tutta la Toscana, poi il 30 luglio il fattaccio, a tre giorni dall’andare a vedere la sua prima Sillano Ospedaletto si schianta contro un furgone MB 208. Di li comincia il calvario, un lungo tempo di convalescenza, diverse settimane d’ospedale e la perdita del completo utilizzo del braccio sinistro (paralesi plesso brachiale).

1994: Continua la convalescenza e dopo cinque mesi dall’incidente allestisce un Ciao con comandi modificati e supporto per stampelle. La passione per le moto si comincia a moltiplicare e così decide di ripartire da zero dal Ciaetto in su.

1995: Continua con la sua riabilitazione per recuperare l’utilizzo del braccio sinistro, e grazie ad una fisioterapista incredibile le sue condizioni migliorano nettamente. Dal Ciao passa ad un Si che elabora a dismisura, non percorre moltissimi km ma in compenso smonta dieci volte al giorno il variatore e carburatore. Va a vedere la sua prima Sillano Ospedaletto.

1996: Stufatosi di un Si troppo compresso, non riusciva mai a metterlo in moto decide di acquistare uno scooter più tranquillo e affidabile. Risultato 2200 km in un mese, e con questo mezzo ritrova una libertà nel girare che gli era stata negata dalla sfortuna dopo l’incidente con la 125.

1997: Luigi Giovacchini nel periodo delle ferie d’agosto lo porta con sé a farli assistenza ad una corsa in Salita, Incoronata Portella FR. Appena rientrato và in una capanna di un paese vicino e porta a casa una MV Agusta 175 turismo. Giovacchini lo indirizza da Tredici Mauro per prendere qualche pezzo e iniziare a trasformare la moto in una derivata di serie per poter correre l’anno successivo nel Trofeo della Montagna riservato alle Epoca Gruppo 5.

1998: L’anno inizia con la più bella esperienza di meccanica fin a quel momento da lui realizzata. L’ MV prende forma, si colora e il 18 aprile riesce a correre la sua prima gara in salita a Montepulciano. Risultato ultimo posto causato da un carburatore errato per quel tipo di motore. Sei  gare disputate tra Toscana, una in Liguria e una in Emilia.

1999: Secondo anno di salite nella categoria Epoca, sempre su MV Agusta 175 da lui aggiornata di motore con una preparazione eseguita assieme a Muzio Da Prato.

2000: Terzo anno di salita, questo però con un’ aprilia Rs 125 corre nelle gare Toscane.

2001: L’anno dell’ arrivo della Maxi Moto, arriva a casa una Suzuki GSX R 600, conosce un gruppo che poi si rivelerà magnifico, macina km sull’Appennino Tosco Emiliano Romagnolo e ritrova una seconda dimensione di andare in moto, praticamente una doppia personalità , corsaiola nelle gare in salita e turistica.

2002:Un’anno di stop dalle gare però a settembre vede un’aprilia di Sassetti, ce se ne innamora e nell’ inverno ne acquista una.

2003: Partecipa alle tappe più vicine del Trofeo della Montagna.

2004: Partecipa a tutto il Trofeo della Montagna con un’aprilia 125 e miracolosamente finisce 4° nella classifica finale.

2005: Fonda Factory Bike e assieme al suo scudiero Zecchini ZA.VE partecipano a tutto il trofeo della Montagna. Inizia anche l’avventura del sito internet con le prime classifiche pubblicate con l’aiuto della segretaria Barbara.

2006: Sempre con il suo scudiero Zecchini partecipa al trofeo della Montagna, mentre il sito internet si ingrandisce con i resoconti scritti dal Longa.

2007: Inizia nei peggiori dei modi, ad una riunione FMI esce distrutto e Longaretti decide di non scrivere più. Partecipa a tutto il Trofeo con il suo scudiero e cura tutto il sito con l’aiuto della segretaria Barbara che gli corregge i pezzi. Va a vedere il suo primo TT.

2008: Trofeo della Montagna classe 250, sviluppo del sito in maniera esponenziale grazie al suo nuovo collaboratore Ceppa. Primi video nelle corse in salita, a Sillano l’addio alle corse. Va a vedere il suo secondo TT.

2009…..

Non solo gare in Salita il motociclismo di Viviani.

La vita motociclistica di Viviani non è fatta solamente da gare in salita, nel 2001 grazie a Riccardo conosce un gruppo di motociclisti e iniziano a girare tutto l’Appennino Tosco Emiliano Romagnolo, divenendo un fedelissimo del gruppo. Dice di essere allievo di Luca e come “tutti gli allievi superano il Maestro”, lo dice ma sa che non è vero, diviene un super conoscitore dei passi  Appeninici. Sulle strade Toscane assieme alla sua Suzuki formano un’accoppiata perfetta, i suoi passi preferiti sono Futa, Raticosa e Giogo di Scarperia. Su queste strade lui si trasforma, un personaggio con una tranquillità impressionante e racconta che in quei frangenti lì è in un suo habitat naturale. “Troppo bello camminare su queste adorabili strade, e con a fianco la mia Suzuki, mi trasformo,  per dire, riesco addirittura ad uscire con una ragazza che non conosco invece di invitarla ad un normalissimo sabato sera in discoteca. Non è normale? Lo sò ma a me piace così.” Perfetto conoscitore della Garfagnana, splendida valle in provincia di Lucca, e delle sue strade di montagna, Pradarena, Carpinelli, Radici, riesce a sperdere tutti, non per la velocità ma per la conoscenza delle strade. Leggenda narra che per andare a Piazza al Serchio le sue ruote non passano su nessuna buca….

 

 

 

 

   

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