Speciale
Castione Bazzano
A cura di Maurizio
Longaretti
BYE BYE TROFEO
2006
Con la seconda edizione della
Castione-Bazzano (la prima ad essere titolata) va in archivio il
trofeo moto moderne del 2006, che proprio qui sulle colline permensi
ha incoronato i suoi vincitori. Un weekend caratterizzato dal bel
tempo, fattto eccezione per lo scroscio di Sabato pomeriggio, alla
fine dell’ultima prova libera, un vero acquazzone che ha ricordato a
tutti l’edizione bagnatissima dell’anno scorso.
132 partenti (91 le moto moderne),
un dato che a nostro avviso poteva essere molto più importante ma che
resta penalizzato per la infausta collocazione in calendario. Fare 2
gare ad Agosto probabilmente non è l’idea più brillante, in quanto
costringe “quelli che tengono famiglia” (e che devono accontentare
mogli, fidanzate e prole) ad operare scelte forzate. L’anno prossimo
si potrebbe provare con 2 gare a Settembre; dispiace che agli sforzi
organizzativi profusi dal MC Bazzano non sia conseguita una
partecipazione ben più corposa.
I bazzanesi han fatto le cose in
grande, prove al sabato e sagra paesana in piazza il sabato sera. Le
prove sono state offerte a soli 20 Euro per tre salite (evviva!!),
mentre ai più il menù della sera non è parso ai più all’altezza della
zona, che pullula di ottimi ristoranti. Come al solito, cerchiamo il
pelo nell’uovo, ma comunque ci piace l’atmosfera di festa di paese che
ruota intorno a questa corsa.
Venendo alle cose serie, il
tracciato è più impegnativo di quel che può sembrare a prima vista,
con i suoi tornanti e curve cieche che si susseguono senza respiro;
quest’anno è comparsa anche una chicane forse non strettamente
necessaria, ma ormai cominciamo (ahimè) a farci l’abitudine…
L’asfalto, rappezzato in alcuni punti, è la nota dolente del percorso,
che risulta prevalentemente scivoloso. Nulla da dire sulla messa in
sicurezza del tracciato, con balle di paglia e protezioni un po’
ovunque, e commissari finalmente all’altezza. Chi scrive ha voluto
testarli anche questa volta, lanciandosi con la moto nella scarpata
che cinge l’ultimo tornante, e l’intervento è stato da manuale, così
come quello per recuperare la moto di Igor, volato fuori due curve
sotto. Piace il fatto che nel dubbio si sia ricorsi tempestivamente e
più volte, soprattutto il Sabato, alle bandiere rosse. Piace anche che
il pubblico venga avviato per tutto il percorso in un corridoio
fettucciato, stile enduro, col risultato che non c’era uno spettatore
dentro una zona proibita.
La gara ha vissuto dei confronti
ancora insoluti per l’assegnazione dei trofei 2006. La categoria
scooter, con 2 iscritti, pone i soliti interrogativi; praticamente si
corre seriamente solo a Sillano, ed in chiave minore allo Spino. Per
la cronaca la spunta il genovese Sullo, unico a presentarsi in
partenza dopo il forfait di Mattioli.
Fari puntati sulla 125, che vedeva
Vanzo e Montaldo separati da 8 punti, e da pochi decimi in favore del
genovese dopo la prova cronometrata. In gara Vanzo ribaltava la
situazione, infliggendo nella prima salita più di un secondo a
Montaldo; il buon Luca riduceva lo svantaggio ad 8 decimi nella
seconda manche, dicendo comunque addio per l’ennesima volta a sogni di
gloria. Terzo un ottimo Bleggi davanti a Tumminello e a Formenti, che
si è ben distinto nelle due uniche apparizioni della stagione. In
campionato primo dunque Bruno Vanzo, davanti a Luca Montaldo, terzo
Marco Ginesini.
Nella 250, passerella per Testoni,
già matematicamente campione, che la spunta in un duello all’ultimo
sangue con l’esperto Pieroni, che termina secondo anche il campionato.
Più staccato l’esordiente Airola, terzo a Bazzano e terzo in un
campionato che nelle ultime gare ha mostrato una discreta vitalità;
cosa che fa ben sperare quelli come me che sono convinti che questa
sia la classe più bella e più adatta alla salita.
Nella 600 a Curinga bastava arrivare
in cima per aggiudicarsi il titolo; l’imperiese per non sbagliare
impone la sua legge per l’ennesima volta quest’anno, vincendo entrambe
le manche. Seguono Gasparetto ed un ottimo Tarquini, Oliviero rimane
stranamente a centro classifica, il bravo Rizzardini vanifica un
ottimo tempo in prova con un lungo nella prima manche. Per il Trofeo,
vince dunque Curinga su Oliviero e Gasparetto.
La naked aveva già assegnato a
Sillano i primi due posti nel Trofeo : nonostante la vittoria
matematica Rebora non perdona neppure a Bazzano e nega a Musso la
soddisfazione della prima vittoria, mentre Martini è più staccato in
terza posizione. Identica la situazione in campionato.
Quest’anno la categoria più
appasssionante è stata indubbiamente la Open, che ha vissuto del
duello tra Duci e Lignite, con due comprimari di lusso del calibro di
Manici e Bonetti (solo per tre gare) a fare da disturbatori. In prova
Manici, Duci e Bonetti sono racchiusi in 28 centesimi : l’enfant de
pays Manici ha trovato la bandiera gialla, al contrario dei suoi
avversari, e si spreme per fare il tempo assoluto in una gara
intitolata al fratello; solo Ravera col suo motard vanifichera’ i suoi
sforzi per un centesimo di secondo. Nella classe la vittoria è
agevole, secondo Duci, terzo Pedriali e soltanto quarto Lignite. Il
Trofeo va dunque all’esordiente Duci, mentre in campionato Manici
scavalca inaspettatamente Lignite; resta il rammarico per un avvio di
stagione incolore per il pluricampione parmense, che altrimenti
avrebbe potuto lottare per l’ennesima vittoria finale. Incredibile la
piccola differenza di tempo (un secondo e mezzo in 2 manche) tra Duci
e Lignite, leit motiv per gran parte della stagione. Menzione per
Bonetti, l’unico che dopo la prima manche sembrava in grado di
insidiare Manici : il bergamasco vola alla seconda curva dell’ultima
salita, conclusione ingloriosa di una stagione veramente sfortunata.
I Supermotard avevano incoronato
Ravera a Sillano, si correva solo per la seconda posizione in
campionato. Ci pensa il genovese ad animare la gara, inseguendo il
tempo assoluto, che trova come detto per un centesimo di secondo su
Manici. Distacchi importanti per Giusiano, Ricci e Tronky, giunti
nell’ordine e separati tra loro da due secondi in due manche. In
campionato, conferma per Ravera davanti a Giusiano, Tronky e Ricci,
racchiusi in 18 punti.
Ben 8 i sidecars presenti a bazzano,
finalmente si rivede qualche “corto”; prima vittoria per Bottino, in
inedita coppia con Zamboni, che si impone di misura su Sullo/Armanino
e Dente/Mignona. Per i portacolori del MC Tigullio Sullo/Armanino
ennesima vittoria nel Trofeo davanti a Bottino/Vona/Zamboni e Grollo/Ferroni.
Per l’Epoca i verdetti finali sono
rimandati a Vellano, gara che sarà appunto valevole solo per il Trofeo
Epoca. Poche le sorprese con la 125 vinta da Martini su Adami e
Fasolio, la 175, ancora orfana di Lombardi, preda di Innocenti su
Rossi e Giovacchini, ennesima vittoria in 250 per Simone Pasquinucci
davanti a Burlando e al padre Vittorio, che rientrava in gara dopo un
bruttissimo incidente patito a Marzo. Nella 500 Leoncini approfittava
di una scivolata dell’avversario Fiaschi per vincere davanti a Dolfi,
terzo Fiaschi, le classiche vedevano il ritorno alla vittoria di
Albiani su Tognaccini e Natali; ben 5 i side d’epoca in partenza, con
Gioacchino/Ragazzi davanti a Fragiacomo/Lampis e Valli/Ferrari.
Per tutti l’appuntamento è il 17
Settembre a Vellano, per l’ultimo atto della stagione 2006.
LE PAGELLE DI
BAZZANO a cura di Maurizio Longaretti
BRUNO VANZO 10
Giocarsi il titolo all’ultima gara
non è facile per nessuno, ma Bruno con una prima manche maiuscola
mette tutti d’accordo e nega a Montaldo una soddisfazione inseguita
troppe volte invano. Spietato.
STEFANO MANICI 9
La salita ritrova un suo
protagonista, solo un inezia lo separa dall’en plein; ciò fa ben
sperare in chiave 2007. Un centesimo dal paradiso.
GUIDO TESTONI 8
Il Trofeo era già in tasca, ma
incalzato da Pieroni non si è risparmiato; probabilmente la gara
migliore dell’anno, finalmente a tiro delle terribili 125. Sempre più
vicino.
MATTEO BLEGGI 8
Primo podio per il trentino, membro
di una schiera numerosa di ragazzini della 125 terribili e
competitivi. Piccole canaglie.
LORIS PEDRIALI 8
Primo podio anche per l’ingauno, che
dimostra di saper guidare alla grande anche sull’asciutto, staccando
il medesimo tempo in entrambe le manche. Preciso.
DAVID
LIGNITE 6
Arriva a bazzano con poche
probabilità di vittoria finale, si difende come può, sempre a pochi
decimi di diretti avversari; spiace non vederlo sul podio alla
premiazione. Assente ingiustificato.
STEFANO BONETTI 5
Per me il miglior pilota italiano
del secolo, non può comunque pretendere di fare miracoli visto
l’andamento della stagione; ottima prima manche ma nell’inseguire
l’assoluto scivola alla prima curva. Quo vadis, domine?
CUOCHI BAZZANESI 4
Per essere nella
culla della gastronomia nazionale, un po’ pochino; meno male che c’era
birra in abbondanza. Bere per dimenticare.
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