Speciale
Cocconato
A cura di Maurizio
Longaretti
"Il Longa"
Cocconato : buona la prima
La stagione italiana della salita ha
riacceso i motori il 21 Maggio a Cocconato d’Asti; dopo l’esordio non
titolato dell’anno scorso l’equipe capitanata dal mitico Pier Ortalda
ha confermato grandi capacità organizzative e passione contagiosa,
riuscendo nell’intento non facile di far gradire a tutti i
partecipanti questa tappa che si spera diventi una classica del
campionato.
Come ogni anno, la prima gara è
attesa da molti con trepidazione : si tolgono le ragnatele invernali
alle moto e ai polsi destri, si sale alla prima gara con trepidazione
per vedere chi c’è e cercare di trarre auspici per una disciplina a
perenne rischio di estinzione.
Se Cocconato ha mandato segnali in
questo senso, sono segnali assolutamente positivi.
Innanzi tutto i numeri : 150
iscritti, di cui più di 100 nelle moto moderne e sidecar; numeri in
aumento, in controtendenza col resto delle categorie della velocità.
Addirittura 12 i sidecar in gara, con gli equipaggi che hanno offerto
spettacolo sugli stretti tornanti della strada di Rocco. Stranamente
bassa l’affluenza di moto storiche, che l’anno scorso avevano mostrato
griglie più sostanziose.
Molte le facce nuove, concorrenti
che si affacciano per la prima volta alla salita con entusiasmo e
trepidazione; poche le assenze di rilievo, impossibile non tacere
quelle di Stefano Bonetti (campione Open uscente, in convalescenza
dopo l’incidente patito alla Northwest 200 mentre era in bagarre col
gruppo di testa) e di Albertone (campione sidecar in carica, al
momento alla ricerca di un “corto” visti gli ambiziosi programmi).
Salteranno la stagione anche i campioni uscenti Pezzotti (125), che
forse rivedremo in 600, e Valenghi (250), in pausa di riflessione. Se
si aggiunge che Lignite (campione 600) e Federigi (campione Naked)
hanno deciso di cambiare classe, si vede come il solo Ravera nei
supermotard sia salito a Cocconato per difendere il titolo
conquistato l’anno scorso. Titolo più virtuale che altro, visto che la
federazione nel 2005 non ha neanche istituito la rituale premiazione
per la salita…
Del tracciato c’è poco da dire,
bello, vario, solo un po’ cortino (2km tondi); plauso alla
organizzazione che ha messo una variante finalmente non da gimkana,
che oltre a riuscire nello scopo (rallentare il traguardo) non ha
costretto i centauri a pericolosi funambolismi.
Per quanto riguarda il dato
agonistico (in altra sezione del sito trovate tutte le classifiche)
menzione d’onore al debuttante Fausto Duci da Clusone : alla prima
gara della sua vita ha dominato prova e due manche, imponendosi col
miglior tempo assoluto vincendo la Open davanti a Lignite e alla sua
nuova R1 e infliggendo distacchi importanti al terzo classificato, il
pluricampione Manici. La 125 è andata come l’anno scorso a Vanzo,
primo nettamente davanti a Montaldo e Ginesini; in 250, forte
finalmente di 10 concorrenti, vince Testoni, che ha abbandonato le
Classiche, davanti a Mutti (l’anno scorso in 125) e Airola; in 600
primo Curinga davanti a Partigliani e Gasparetto, nella Naked Rebora
stravince davanti a Musso e Basolo, nei Motard accerrima lotta tra
Ravera (alla fine vincitore) e Ermondi, terzo Giusiano. Della Open si
è già detto, nei side la spunta la coppia inossidabile Sullo/Armanino
davanti a Bottino/Vona e Zamboni/Brignone. Nelle storiche vincono i
soliti noti Fasolio (125), Lombardi (175), con un crono di rilievo,
Burlando padre (250), Fiaschi (500), e Burlando figlio (Classiche) in
una classe con solo 3 classificati.
In definitiva : bella gara, bel
percorso baciato dal bel tempo per tutto il fine settimana, grande
organizzazione (grazie Pier), buona affluenza di pubblico, ottima
quella dei concorrenti.
La stagione inizia quindi nel
migliore dei modi, e vogliamo illuderci che anche in federazione ne
tengano conto, riservando un minimo di attenzione anche alle sempre
bistrattate corse in salita, che a Cocconato hanno dimostrato
rinnovata vitalità in contrasto con l’inesorabile calo di concorrenti
negli appuntamenti in circuito.
Se questo è chiedere troppo,
speriamo almeno che nelle prossime gare si vedano delle chicanes “alla
Cocconato”, dopo le ghigliottine introdotte l’anno passato.
L’appuntamento è rinnovato per il 18
Giugno a Isola del Liri, trasferta impegnativa per molti, ma che siamo
sicuri vedrà migliore affluenza dell’anno scorso, così come
meriterebbe il percorso.
Visti dal Longa
Approfitto della mia posizione di
osservatore privilegiato, che deriva dalla inesorabile lentezza con
cui mi muovo in moto, per qualche considerazione a margine della
gara.
La moto più ammirata del paddock,
un Suzuki 1000 K5 preparato a 185cv per 160 kg, è quella di un
esordiente, Angelo, classe 1946. Approda alla salita perché “alle
coste di S.Eusebio non si può più andare a tirare”. La stoffa c’è, la
passione anche. I crono buoni non tarderanno ad arrivare.
A Cocconato parte del paddock è nel
centro del delizioso paese. Gli abitanti, anche i meno giovani,
dimostrano di ben sopportare l’inevitabile trambusto, e si dimostrano
amichevoli e interessati. Ad esclusione della anziana signora che
Domenica sera inveiva dal balcone contro i geni di turno che stavano
sparando un burnout sotto le sue finestre con un motorino. Mi sarei
incavolato anch’io.
Non c’è bisogno di Istat per capire
che l’economia italiana segna il passo. A fronte di una quota di
iscrizione invariata dall’anno scorso, quest’anno i concorrenti non
sono stati gratificati da una bottiglia delle locali cantine Dogliani.
Con conseguenti dissesti nelle cambuse di chi contava sul gradito
omaggio.
L’osteria del ponte si conferma la
migliore sosta enogastronomica del circuito; oltretutto è a 100 metri
dal paddock. Ce la metteremo tutta per trovare degni avversari, ma
batterli sarà dura.
Ognuno somatizza la tensione di
gara nelle forme più strane; al sottoscritto prima della partenza ogni
creatura femminile che passi nelle vicinanze appare quantomeno molto
bella. Se poi fa caldo come a Cocconato e l’abbigliamento è già
decisamente estivo, è facile arrivare in partenza col torcicollo.
Le Pagelle di
Cocconato a cura di Maurizio Longaretti
11 : Enrico
Viviani
Tra tanto disinteresse per la salita
a livello federale e di stampa (vedi Motosprint) e con la maggioranza
dei concorrenti capace solo di mugugnare sterilmente, ecco qualcuno
che ci mette soldi e tempo per dare un minimo di visibilità alla
nostra amata disciplina. Un uomo, un mito; pardon, un sito….
10 e lode
: MC Cocconato e Pier Ortalda
Organizzazione impeccabile,
coinvolgimento del paese che puntualmente sopporta l’inevitabile
baraonda; Pier poi è una macchina da guerra, una locomotiva
instancabile per i tre giorni di gara, onnipresente e puntuale.
Barbera e chicanes.
10 : Fausto Duci
Esordio col botto per il ragazzo di
Clusone che si porta a casa vittoria e assoluto. Viste l’assenza
forzata di Bonetti ci voleva un altro bergamasco a tenere alto il
vessillo orobico, quest’anno orfano anche dei campioni uscenti
Valenghi e Pezzotti. Sarà dura convincere il Fausto a venire a Isola
del Liri, ma qualcuno ci sta provando. Duci : veni vidi vici.
9 : Bruno Vanzo
Vittoria anche per il simpatico
Bruno, che strappa un crono impressionante nella seconda manche,
ribadendo capacità degne di rispetto nella guida e preparazione della
moto. Preciso.
8 : Ezio Musso
L’inossidabile Ezio, momentaneamente
privo di moto, si presenta a Cocconato con la Bandit stradale del
figlio, senza nemmeno prendersi il disturbo di staccare il faro. Torna
a casa con il secondo posto di classe, miglior piazzamento del
campionato di famiglia (tre Musso in gara). Mitico.
7 : Andrea Ravera
Il funambolico ligure fatica più del
previsto a imporsi, battaglia durissima sul filo dei centesimi contro
il pilota locale Ermondi, dotato di moto ufficiale. Occhi spiritati
tra le due manches, quando sembrava dover soccombere. Alla fine però,
vince sempre lui. Traversoso.
5 F.I.Cr.
A fronte di una buona velocità di
redazione ed esposizione dei tempi, troppa confusione, a qualcuno
tempi aumentati di 16 minuti (!) e l’apposizione di una delirante
classifica finale per le moto d’epoca, stilata in base al miglior
tempo di manche. Un po’ poco per il terzo millennio. Casinisti
S.v. : FMI
La Federazione non si è nemmeno
presa la briga di premiare i piloti della salita dopo il trofeo 2005,
e qui non prende voto. Niente di nuovo sotto il sole; vedremo in
futuro, ma 150 concorrenti (leggi : licenziati) hanno diritto a ben
altro rispetto. No party, no voto.
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