Speciale
Poggio Valfredda
A cura di Maurizio
Longaretti
"Il Longa"
Poggio
Vallefredda : atto secondo
L‘estate incalza e si riaccendono i
motori della salita; l’appuntamento è decisamente fuori mano, Isola
del Liri, una trasferta che per quasi tutti i montanari comporta
almeno 1200 chilometri tra andata e ritorno.
Lo scorso Ottobre, in occasione
della prima di questo percorso, ci ritrovammo in pochissimi,
nonostante si assegnassero i titoli in quasi tutte le categorie.
Quest’anno, grazie anche ad una
collocazione più favorevole in calendario, più di 100 piloti si sono
misurati sul veloce tracciato laziale. Il percorso di 2 km presenta
dei bei curvoni in sequenza, con asfalto scivoloso che è migliorato
nettamente Domenica dopo 2 giorni di “gommatura” a strada aperta.
Il lungo rettilineo iniziale ha
obbligato come lo scorso anno gli organizzatori a inserire 2 chicanes
consecutive; purtroppo le varianti non erano quelle viste a Cocconato,
ma obbligavano i concorrenti ad una lenta gimkana; la seconda in modo
particolare, collocata in posizione visibile solo all’ultimo momento,
tendeva a sorprendere i piloti. Risultato : in gara sono caduti in
queste due trappole numerosi piloti di quasi tutte le categorie.
Detto questo, plauso ai ragazzi del
motoclub F.Mancini, encomiabili per entusiasmo, e agli abitanti di
Isola del Liri, che hanno ben accolto il paddock variopinto. Sforzi e
buona volontà potevano però essere ripagati da una migliore affluenza
di pubblico, decisamente più numeroso lo scorso Ottobre. Mi piace
pensare che la latitanza sulle scarpate fosse dovuta alla concomitanza
di moto GP e mondiali di calcio…
Per la gara non sono mancate
sorprese e colpi di scena. Per la Open si ripresentava Fausto Duci,
dopol’esordio vittorioso di Cocconato. Chi pensava ad un caso
fortunato si è dovuto ricredere : miglior tempo in prova e nelle due
manche, assoluto, record del percorso e vittoria di classe. Solo
Lignite tiene il passo del buon Fausto, ma anche stavolta ha perso la
vittoria per un inezia (2 decimi di secondo) . Terzo Manici, anche a
Isola del Liri un po’ troppo distante per la classe che ha sempre
mostrato.
In 125 prima vittoria di Ginesini :
lo spezzino ha polso da vendere e follia quanto basta : dopo aver
lasciato una pedana nella chicane di Cocconato, si è subito rifatto
regolando con distacco Montaldo e Vanzo. Classifica cortissima con i
12 piloti in poco più di 8 secondi, a riprova dell’ elevato tasso
tecnico della categoria.
Distacchi più ampi in 250, dove
Airola vanificava un ottimo tempo in prova cadendo nella prima manche,
vittima di una chicane. Ne approfittava Testoni che precedeva Pieroni
e Neri.
Pochi i partenti nella 600, orfana
anche di Partigliani, vittima di una spettacolare caduta il venerdì su
strada aperta; come a Cocconato vince Curinga su Gasparetto e Olivero.
Nei supermotard Ravera butta una
agevole vittoria inseguendo l’assoluto : nella seconda manche cade,
vittima sia della propria foga che della seconda chicane. Ne
approfitta Tronky davanti appunto a Ravera e Ricci.
Tre i sidecar partenti, al traguardo
primi Cerrone-Ascierto davanti a Di Berti-Refera e Rivarola-Doratori.
Poche le storiche presenti, a
conferma di un trend decisamente poco piacevole ed in controtendenza
con le ultime stagioni. Speriamo che in occasione delle gare toscane
le vecchiette tornino in forze. Citazione d’obbligo per i vincitori :
Fasolio in 125, Innocenti in 175, Pasquinucci figlio in 250, Fiaschi
in 500 e Burlando figlio nelle classiche.
In conclusione, una gara bella,
divertente, baciata dal bel tempo; appuntamento il mese prossimo,
incombe lo Spino 2006 con le sue novità…
Visti dal Longa
Isola del Liri è circondata da
famose abbazie, ma andrebbe eretto un santuario dedicato alla Madonna
di Vallefredda, dopo l’incidente occorso a Partigliani il Venerdì.
Ancora non credo a quello che ho visto, ma va benissimo così. A Party
un augurio di rapido rientro alle gare.
O primi o muro. Con uno slogan così,
non sorprende che i debuttanti più chiassosi siano loro, la coppia con
meno capelli di tutto il trofeo. Benchè privi dei turbolenti
supporters saliti a Cocconato, Paolo e Tommaso non hanno lesinato
sregolatezze da veri piloti anni ‘70. Amicizia inossidabile tra i due,
e le più belle magliette del paddock.
E’ la trasferta più lunga dell’anno,
massacrante per la maggor parte dei concorrenti. A mitigarla ci
pensano i paesani di Isola del Liri, che si confermano veri
appassionati e non lesinano simpatia né cibarie o bevande per i
piloti. Cose di altri tempi, come i prezzi dei ristoranti, peraltro
ottimi. Isola felice.
Le chicanes impazzano, ma sarebbe il
caso che si permettesse una ricognizione, al limite a piedi, a tutti i
piloti prima del warm up. Quelle di Isola del Liri si sono dimostrate
particolarmente infide, e decisamente diverse da quelle disegnate per
terra e visibili a tutti fino alla Domenica, col risultato che troppi
piloti (anche di valore) sono caduti nelle trappole.
C’è chi riesce a raccogliere più due
di picche il sabato sera che secondi di distacco la Domenica. Chiedete
a Pietrangelo, che ha tormentato tutte le ragazze incontrate per
strada dopo cena, chiedendo loro se volevano fargli da umbrella girl
per la gara…
L’abbronzatura rimediata in partenza
da Pier il giorno dopo, la dice lunga sull’esito della ricerca.
Lo Spino 2006 con le sue novità
(prove a pagamento, preiscrizioni, versamenti postali) fa già
ribollire il paddock. Questo weekend se ne sono sentite molte, e
probabilmente tutti (o nessuno, è la stessa cosa) avevano ragione. Non
ci resta che attendere per giudicare.
Le pagelle di
Isola del Liri a cura di Maurizio Longaretti
10 e lode :
Fausto Duci
Non si può più negare, l’enfant
prodige della salita è lui. Tutti lo aspettavano per capire fino a che
punto potesse andare forte; assoluto e record del percorso hanno
fugato ogni dubbio. Quest’anno è il pilota di Gorno l’uomo da battere.
Vincere humanum, perseverare
diabolicum.
9 : Marco Ginesini
Prima vittoria per lo spezzino, il
pilota più folle della 125. Se riuscirà ad essere consistente sui
livelli visti a Isola del Liri, gli avversari avranno vita molto
difficile.
Genio e sregolatezza
9 : David Lignite
Al debutto nella Open il campione
2005 della 600 lima drasticamente i suoi tempi : la moto non è
stracompetitiva e per di più la conosce ancora poco, ma questo non gli
impedisce di infliggere distacchi importanti al pluricampione Manici.
Per vincere, gli manca solo un pelo di fortuna.
20 centesimi dal paradiso.
8 : Moto club F. Mancini
Finalmente premiati da un buon
numero di concorrenti, i ragazzi del Franco Mancini si riscattano alla
grande dal flop del 2004, quando la gara fu annullata. Avanti così, e
speriamo di rivedere presto anche la Incoronata Portella. Grande
William che sembra essere ovunque : a sistemare il percorso, in
direzione gara e dulcis in fundo riesce anche a partecipare alla gara.
Di più, nin zo’.
8 : Fabio Rebora
Il pilota di Pontedecimo corre
quest’anno solo contro sé stesso, vista la latitanza di avversari
nella Naked. Ciò non gli impedisce di fare dei crono veramente
interessanti, nonostante la mancanza di cavalli.
Meglio soli che lenti.
6 : Classe 250
Non ce ne voglia il buon Testoni,
che ha già dimostrato il proprio valore in anni di corse nelle
classiche. A fronte di un aumento di partenti, è d’obbligo rilevare
l’assenza di talenti, risultato quest’anno i vincitori della 250 sono
più lenti di quelli della 125, anche su di un tracciato veloce e
scorrevole come quello laziale. Auspico una rapida inversione di
tendenza per quella che ritengo la classe regina delle 2 tempi.
4 : Commissari FMI
Scene tragicomiche in verifica e in
partenza, piloti costretti ad adeguare le moto ad interpretazioni del
regolamento tecnico e sportivo a dir poco fantasiose. Se non altro ci
tengono allegri, anche quando fanno partire la gara all’insaputa della
maggioranza dei concorrenti.
Idee poche ma confuse.
4 : F.I.Cronometristi
Nonostante le difficoltà logistiche
si doveva e poteva fare di meglio; non è accettabile partire per la
seconda manche senza sapere i risultati della prima, dopotutto lo
ripeto, siamo nel terzo millenio.
L’era glaciale.
3 : Maurizio Longaretti
Quando ci vuole, ci vuole. Prima
della partenza della gara, ho pubblicamente sostenuto che “Ginesini
tre salite di fila così veloci non le farà mai”. Come è finita, lo
sapete.
Il mago di Rapallo.
|