Campionato velocità salita

         

Speciale Sillano Ospedaletto

A cura di Maurizio Longaretti

Sillano : luci ed ombre

Un grave incidente in prova cronometrata, organizzazione approssimativa, classifiche e cronometraggio virtuali, gara bagnata : tutto questo e di più nel weekend della Garfagnana.

Si aspetta Sillano tutto l’anno, la sua gente che si affolla sulle scarpate, il suo pazzo Sabato notte, la bellezza della sua valle, il percorso più tecnico della stagione. Si aspetta Sillano, e puntuale ogni Agosto Sillano arriva. Quast’anno Sillano arriva e ti schiaffeggia per un weekend intero.

La Domenica mattina Sillano ci ricorda che la salita è cattiva, a farne le spese il pilota della 600 Lorenzo Bogi, che sbatte contro un muretto nella parte alta del percorso; a tutt’oggi è mantenuto in coma farmaceutico con diverse fratture e un sospetto versamento del midollo spinale. A lui va il nostro pensiero ed un augurio di pronta guarigione condiviso da tutta la gente della salita.

Di fronte a ciò il resto passa in secondo piano, mi preme però sottolineare un paio di punti, sperando di non essere frainteso : Sillano è la mia gara preferita per tanti motivi, ma dopo quanto visto quest’anno si impone una riflessione.

Iniziamo dalle cose positive. Le prove del Sabato, purtroppo rovinate dalla pioggia, hanno riscosso gradimento ed impedito ai fin troppo entusiasti appassionati garfagnini di animare il Sabato pomeriggio con esibizioni azzardate. L’omaggio della 4^prova a chi ne acquistava tre è una buona iniziativa, non così l’applicazione integrale del regolamento con relativo pagamento di tassa doppia a chi si iscriveva in ritardo. Inutile dire che c’è una norma scritta, perché finora tale norma non si è mai applicata. Se ci fosse un regolamento sportivo redatto in maniera organica e precisa, se si tenessero periodiche riunioni con i responsabili dei motoclub interessati, se venisse fatta informazione capillare senza dover attendere che il Viviani torni alla sera dal lavoro, allora si potrebbe anche accettare la tassa doppia. Nell’anarchia organizzativa autogestita in cui versa il trofeo, la tassa doppia suona francamente come una presa in giro.

Veniamo alle cose serie. Credo di interpretare il pensiero di molti chiedendo che l’esperimento transponder venga archiviato senza troppe remore :   inutili in una competizione con partenze singole, addirittura dannosi se mal gestiti come allo Spino e soprattutto a Sillano, dove si è sfiorato il ridicolo. Classifiche in varie versioni, tempi che cambiano da più a meno dieci secondi, ed altre amenità del genere. Francamente un guazzabuglio inestricabile, quindi ringraziamo Promotor per l’impegno profuso, ma chi affronta sacrifici e rischi personali per correre merita un minimo di serietà e rispetto. Se i cronometristi non sono in grado di gestire i transponders, che si torni alle vecchie, care trasparenti e precise fotocellule.

L’organizzazione della pro-Sillano, con l’egida del presidente regionale toscano della FMI, è mancata sul piano più importante : la sicurezza. Dispiace criticare l’impegno, la dedizione e l’entusiasmo di quanti si sono prodigati in un freddissimo e bagnatissimo weekend; ma dà fastidio il discorsetto autocelebrativo tenuto dall’organizzatore alla premiazione. Dà fastidio dopo che il sottoscritto, e molti altri (almeno una novantina di concorrenti) sono saliti in prova tra due ali di gente che camminava tranquillamente sui bordi della strada, con relativo riporto di paglia dentro le traiettorie, dà fastidio vista l’inadeguatezza delle protezioni disposte lungo il percorso, dà fastidio  dopo che almeno sei concorrenti sono transitati sul luogo dell’incidente di Bogi, con pilota e moto stesi per strada, senza uno straccio di bandiera fino alla curva dell’incidente. Nessun commissario (il corso per loro si è tenuto Venerdì sera…) o membro dell’organizzazione al traguardo, unica radio disponibile in alto quella dei volontari della protezione civile, collegata ovviamente sulla loro rete.

L’impressione è che Sillano stia diventando quello che è Montecarlo per la Formula Uno : una corsa ancronisica dove in termini di sicurezza è permesso tutto quello che a tutti gli altri è invece puntualmente vietato. Se non altro a Montecarlo non si pagano tasse, a Sillano invece chi arriva tardi paga tassa doppia…

Appuntamento all’anno prossimo, ma speriamo con presupposti diversi.

La gara

La gara si bagna a partire dalla prima manche, quando per le moto moderne la strada si fa umida e poi bagnata, permanendo così anche per la seconda manche.

Finalmente si vedono moto d’epoca in congruo numero (50), ma non bisogna dimenticare che qui siamo nella culla delle oldtimers. Sono purtroppo lontani i fasti di qualche anno fa, quando le moto d’epoca erano presenti in massa anche alle manifestazioni secondarie. Gloria e vittoria per Martini (125), Innocenzi (175), Simone Pasquinucci (250), Fiaschi (500) e Mazzoli (classiche) mentre il side BMW di Ragazzi ha fatto gara a sé visto il forfait dell’inossidabile Lauciello.

Si conferma la buona stgione delle moto moderne con 140 iscritti e diversi debuttanti.

Negli scooter podio monopolizzato dai toscani, si impone Baldaccini su Dianda e Gassani. E’ un peccato che solo qui a Sillano si abbiano tante presenze tra le “motorette”, incapaci altrove di riscuotere interesse.

In 125 Montaldo annulla la concorrenza infliggendo 8 secondi al secondo, l’enfant de pays Lombardi, e al capoclassifica Vanzo, terzo al traguardo, e che può recriminare sul tempo perso in prima manche dove non aveva montato gomme da pioggia. Quarto Formenti, salito senza le rain, a precedere il locale Pieretti. Finale con suspence a Bazzano, visto che Montaldo e Vanzo sono separati solo da 8 punti.

In 250 gloria per i piloti locali o comunque vicini con Montalti che precede Pagliai e Pieroni Frediano. Quarto il funambolico Airola, con gomme da asciutto, quinto il capoclasssifica Testoni che da debuttante ha il titolo in tasca.

La 600 torna ad essere terreno di caccia per Curinga, davanti ad Oliviero che non ripete l’exploit dello Spino, terzo un ottimo Rizzardini, che sfrutta al meglio le condizioni difficili andando sul podio per la prima volta. 47 i punti di svantaggio di Oliviero da Curinga, che attende la parata finale di Bazzano senza troppi patemi.

Otto le naked al via e la spunta il solito Rebora, un po’ in ombra nella seconda salita viste le gomme da asciutto, a precedere Marzo e Martini. Complimenti a Fabio che con la terza vittoria stagionale si aggiudica il titolo con una gara di anticipo, mentre al regolarissimo Musso nessuno può più strappare la seconda piazza in graduatoria.

L’attesa più grande, come sempre quest’anno, era per la Open, dai molteplici  motivi di interesse : la lotta per il trofeo tra Duci (ancora dolorante dopo il volo allo Spino) e Lignite in gran spolvero dopo la vittoria aretina, Bonetti salito in Garfagnana con intenti di rivincita, Manici osservato speciale vista la stagione decisamente incolore. La spunta Bonetti, autore di un tempo fenomenale nella prima salita, davanti a un sorprendente Duci (all’esordio con le rain) e a un ritrovato Manici. Nella seconda salita, nettamente più bagnata, fanno meglio di lui Manici e Pedriali, per una classifica finale che vede nell’ordine Bonetti, Manici e Duci. Solo sesto un opaco Lignite, deludente il locale Riotti, quinto al traguardo con ritardi significativi dietro a Pedriali. Con la bella gara Duci si presenterà a Bazzano con 23 punti su Lignite, e una relativa tranquillità.

Nei supermotard i due piloti locali Iacopi si piazzano primo (Corrado) e secondo (Simone) davanti a un Ravera non troppo a suo agio con gomme da asciutto. Il terzo posto è però sufficiente al funambolo genovese per confermare il titolo con una gara di anticipo.

I side soffrono il bagnato più del dovuto e alla fine si impongono Dionigi/Armanino su Bottino/Vona e Grollo/Ferroni.

Per tutti l’appuntamento è rinnovato a Bazzano il 27 Agosto.

 

Le pagelle del Longa

FABIO REBORA 10

Complimenti a fabio per il fresco titolo conquistato nelle naked. Speriamo che i propositi di abbandono a fine stagione non si concretizzino per non lasciare una classe già sparuta di concorrenti anche orfana di talento. Campione.

ANDREA RAVERA 10

Conferma il titolo vincendo durante l’anno meno del solito, ma tanto basta. E’ protagonista di un incomprensibile diverbio sul podio della premiazione. Campione polemico.

SIMONE PASQUINUCCI 10

Simone vola nella classe più difficile delle moto d’epoca, la 250, nonostante gravi problemi familiari e personali vince tutte e tre le gare a cui si è presentato. Incomprensibili le regole FMI che negano a Simone (28 anni) il titolo per non raggiunti limiti d’età (30 anni minimo per andare a punti). Enfant prodige.

STEFANO BONETTI 10

Impressionante la prima salita, rifila 4 secondi a tutti; un weekend passato a intraversare la moto alla curva del laghetto e un enorme trofeo per il tempo assoluto (mai conquistato prima a Sillano) basteranno a lenire una stagione decisamente sfortunata? Bicchiere mezzo vuoto.

FAUSTO DUCI 9

Non si poteva sperare tanto da un pilota ancora zoppicante e che non aveva mai montato le rain prima della gara; Fausto conferma, se ce n’era ancora bisogno, di avere classe cristallina e ipoteca il titolo. Talentuoso.

STEFANO MANICI 9

Secondo posto finale e miglior tempo nella seconda salita; era dalla scorsa stagione che non si vedeva il campione parmense così in palla, e francamente eravamo stufi di questa sua sofferenza. Bentornato tra noi.

MUSSO FAMILY 9

Mentre papà Ezio si diverte con le naked, Fabio e Diego fanno esperienza in 250 e 125. Gemelli diversi, sono i due concorrenti più giovani (15 anni) del trofeo, anche se questa è già la loro seconda stagione. Ma la mamma lo sa?

NOTA A MARGINE

Mi sia concesso questo spazio per motivi personali. All’arrivo della 125 in prima manche l’atmosfera è tesissima; il problema (cronometraggio) è facilmente risolvibile, ma qualche pilota magari se la prende troppo, tirando in ballo altri concorrenti in maniera non troppo simpatica. Se chi è tirato in ballo se la prende a dismisura, inevitabilmente si finisce con diverbi che preferiremmo non vedere. Poi Lunedì tutto si risolve con un SMS di scuse.

La 125 non smentisce neanche stavolta le qualità della sua gente.

 

 

 

 
  
 
 

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Attenzione

Quanto scritto dal Longa, esprime esclusivamente la sua opinione; come tutte le opinioni, può essere o meno condivisa. L’intento degli scritti che appaiono sul sito è informare, e possibilmente far sorridere, quanti si interessano alle salite.

Non è intenzione del Longa offendere nessuno; se qualcuno si sente denigrato da quanto appare nel sito, me ne scuso in anticipo; il Viviani non negherà una replica a nessuno.

Se qualcuno pensa che quello che scrivo abbia fini personali, sappia che a meno che non costruiate aeroplani d’affari da 8 posti e 6 tonnellate, non posso avere conflitto di interesse con voi.

Ribadisco le scuse anticipate a quanti divessero sentirsi in qualche modo offesi da quanto appare sul sito.

Buona lettura.